Sacro e profano
Oltre ad una citazione biblica, un motto ed una preghiera dei Libetta.
Nella Chiesa di Sant'Elia esistono ancora tre iscrizioni latine:
- la prima sopra il Crocefisso che si trova dietro l'altare maggiore;
- le altre due, invece, nella Cappella dei Libetta, che ospita anche quella del Principe Pinto del 1736, scolpita in occasione della donazione di un quadro.

Il crocefisso ed il dettaglio dell'iscrizione.
Sul Crocefisso c'e` scritto:
ORAT PRO POPULO
MACH ∙ II ∙ CAP ∙ XV
Il suo significato italiano:
a favore del popolo
II Libro dei Maccabei, Cap. XV
E` quindi, una citazione biblica, in quanto riprende il Capitolo XV del Libro dei Maccabei, che recita:
"Questi l'amico dei suoi fratelli, colui che innalza molte preghiere per il popolo e per la citta` santa, Geremia il profeta di Dio". E Geremia stendendo la destra consegno` a Giuda una spada d'oro, pronunciando queste parole nel porgerla: "Prendi la spada sacra come dono da parte di Dio; con questa abbatterai i nemici".
Due brevi iscrizioni sono presenti nella Cappella dei Libetta e riguardano strettamente quella famiglia, che tanto ha contato nella storia peschiciana.

Iscrizioni sullo stemma dei Libetta.
La 1^ (qui sopra) contorna lo stemma di famiglia ed ripetuto due volte, sia sulla tomba che sul pavimento. Essa recita:
La traduzione questa:
Come si vede, il motto gioca sul verbo latino libet, che significa piace o fai in modo, richiamando il cognome di famiglia.
Iscrizione sulla Tomba Libetta.
La 2^ si trova sulla tomba di famiglia:
Trattandosi di un monumento funebre, rivolta a Dio, alla cui onnipotenza si inchina:
La Chiesa di S. Elia, come ovvio, si conferma quindi come il luogo che contiene il maggior numero di iscrizioni latine presenti a Pschici. Esse riguardano sia questioni strettamente ecclesiastiche che private.
