Gli studi di Iacopo Micaglia sui rapporti con la lingua slava
Ad un nostro compaesano del XVII Secolo si devono due opere di rilievo
Solo gli specialisti sono a conoscenza dell'esistenza di un Dizionario latino-italiano-croato intitolato (da come possiamo intravedere nel frontespizio) Tesoro della lingua slava o Dizionario in cui si traducono le parole slave in latino ed italiano, scritto dal Gesuita Iacopo Micaglia in epoca controriformistica (1649-1651).

Il Dizionario ebbe diverse difficolta` nel corso della stampa, che duro` tre anni.
Micaglia aveva iniziato a comporre il vocabolario nel 1636 a Roma, ma fu costretto a trasferirsi in altre citta`. Infatti, il vocabolario fu iniziato a stampare a Loreto nel 1649, ma fu completato ad Ancona, presso il Feltrano, nel 1651. Nello stesso periodo Micaglia pubblico` una Grammatica, che doveva servire di completamento al Dizionario. Esso doveva servire ai Gesuiti in Croazia per cristianizzare le popolazioni barbare.

Iacopo Micaglia, oltre al Dizionario, compose altre opere, che purtroppo non sono state identificate.
Micaglia nacque il 30 marzo 1600 a Peschici e mori` nel settembre del 1654. Forse era lo zio del famoso letterato Pietro Giannone, che all'inizio della sua autobiografia, Vita scritta da se medesimo, afferma: "Io nacqui da onesti parenti a sette di maggio dell'anno 1676, in una terra del monte Gargano, nella Puglia de Dauni chiamata Ischitella, prossima a lidi del mare Adriatico, dirimpetto all'isole Diomedee, ora dette di Tremiti.
Allevato nell'infanzia dalla non men pia che savia mia madre, Lucrezia Micaglia...".
Questa famiglia era una delle piu` notevoli di Peschici: infatti, Carmela Micaglia, nipote di Giannone, aveva sposato Giuseppe Libetta.
Oltre che presso le Biblioteche nazionali di Roma e Firenze, un'altra copia esistente del Dizionario, si trova presso quella Civica di Trieste.
Un altro letterato, De Rubertis, racconta di aver trovato alcune opere scritte in serbocroato e tra queste anche il vocabolario di Micaglia.
Facendo alcune ricerche, abbiamo scoperto che molte parole del nostro dialetto derivano dal serbocroato; ma non solo, anche molte tradizioni sono simili alle nostre: ad esempio, un gioco tanto amato in Italia, in passato, era quello delle piastrelle, che fu importato anche in Dalmazia.
Un'altra somiglianza tra il dialetto peschiciano e il serbocroato si puo` intravedere nei nomi, nei soprannomi e nei cognomi. Ecco alcuni esempi:
| Babbur | Babbura |
| Draić | Draicchio |
| Iugović | Iugovicchio |
| Mattiač | Mattiacc |
| Ragusino (abitante di Ragusa) |
Rauzino |
| Večera (buongiorno) |
Vecera |
Di origine slava sono pure alcuni nomi di luoghi, come Sarbico (Serbia) e Croatico (Croazia).
Anche se la lingua serbocroata non e` piu` usata nel linguaggio parlato, noi pensiamo che sarebbe importante che il Dizionario di Micaglia fosse ripubblicato. E` sempre bello conoscere e sapere altre lingue e scoprire che il nostro dialetto ha origini molto antiche.
