La selce: l'oro nero della Preistoria dell'Uomo
Sul Gargano alle varie tipologie di miniere corrispondono diverse tecniche di estrazione selcifera
La ricchezza di selce del Gargano ha sempre attirato gli uomini preistorici, che vi trovavano materia prima abbondante e di ottima qualita` per fabbricare i loro strumenti.
Per molti millenni i blocchi di selce, da cui ricavare strumenti litici, sono stati raccolti in superficie, come ciottoli, all'interno dei depositi alluvionali, dei torrenti.
Tale materiale, pero`, non aveva i pregi originali della selce, a causa del trasporto fluviale. Quindi, appena l'uomo preistorico ha avuto i mezzi culturali necessari, ha tentato di estrarre la materia prima direttamente dalla roccia selcifera, per avere un materiale piu` valido.
Inoltre, l'acqua di cava rendeva la roccia piu` lavorabile e pregiata. II vantaggio era grande, vista la particolare durezza della selce, che e` una roccia sedimentaria (formatasi in seguito all'accumulo di materiali detritici), ma anche la sua facilita` di scheggiatura, per cui ha costituito la materia prima piu` ricercata e piu` usata per la fabbricazione di utensili dal Paleolitico fino alla prima Eta` dei metalli.
Nel Neolitico era stata scoperta la possibilita` di aumentare il lavoro estrattivo, seguendo in profondita` gli strati delle bancate migliori del terreno, attraverso gallerie e camere minerarie. Se, invece, gli strati con noduli di selce erano profondi e poco visibili nelle zone pianeggianti, si scavavano dei pozzi verticali fino al livello da estrarre.
Un'altra tipologia era costituita dalla cava, con una tecnica estrattiva molto semplice della selce dagli strati di calcare affioranti sul fianco di un'incisione valliva laterale e poco profonda, come nella miniera-officina di Scarcafarina, vicino Carpino, e di Valle Sbernia e Valle Don Matteo, nei pressi di Peschici.
Vicino Vieste e` situato il distretto minerario del Neolitico antico della Defensola, a camere adiacenti fra loro comunicanti (il piu` antico dell'Europa Occidentale), mentre la stessa tipologia di Tagliacantoni, presso Peschici, ha una struttura a camera o a cavita` artificiali. Qui, gli uomini primitivi scavavano grandi camere, le cui volte erano sostenute da pilastri rocciosi risparmiati o da cumuli di detriti.

Miniera di Selce.
L'estrazione della selce poteva avvenire per crollo della bancata o per escavazione della roccia, tramite picconi, mazzuoli e cunei selciferi.
I noduli estratti erano trasportati all'esterno in contenitori di pelle o altro, trascinati attraverso i corridoi di uscita. Forse, una prima lavorazione della selce avveniva in una zona laterale, sotto il soffitto piu` alto, che permetteva di stare seduti. L'altezza di appena 40-60 cm., infatti, impediva agli estrattori movimenti liberi, per cui dovevano strisciare e lavorare sdraiati sul ventre o sul fianco, in un'aria piena di polvere bianca, con la poca luce delle lucerne di pietra, disposte agli incroci dei corridoi o nei pozzetti, col rischio di un crollo delle volte.
La selce garganica, cosi`, materia prima ricercatissima, era prodotta non solo per soddisfare l'economia locale agricolo-forestale, ma anche per l'esportazione industriale, all'interno di un commercio su vasta scala con le genti dell'opposta sponda adriatica e del Vicino Oriente.
La conoscenza di questa specificita` del Gargano, ci fa credere che sia opportuno che gli enti preposti tutelino, urgentemente, tale notevole patrimonio minerario. Chiediamo, percio` a Soprintendenza, Regione, Provincia, Parco e Comune di ascoltarci, in modo da creare un Parco archeologico minerario, in difesa di un'identita` culturale unica del nostro territorio e per un turismo di maggiore qualita`.
Fra gli utensili ricavati dalla pietra, gli uomini primitivi, per scavare le miniere, usavano: picconi e mazzuoli litici. Non mancavano, tuttavia, altri manufatti come i punteruoli d'osso.

Utensili.
I picconi, formati da grandi pietre scheggiate, legate ad un bastone di legno con un filo resistente, erano fabbricati, esclusivamente, in selce grossolana, mentre i mazzuoli, di forma cilindrica, con le estremita` piene oppure convesse, avevano la funzione di percussori.
In questa fase del Neolitico-Eneolitico, l'uomo sviluppa un'economia di tipo produttivo, con l'agricoltura e l'allevamento.
Tra le nuove scoperte: la ceramica e la tecnica di levigatura della pietra.
