Quando a Peschici si parlava slavo
La storia ci spiega la particolare cadenza del nostro dialetto.
Tra il X e l'XI secolo il Mare Adriatico fu una sorta di ponte per le opposte sponde del Gargano e dei Balcani: i contatti e gli scambi commerciali delle popolazioni che le abitavano erano frequentissimi. Gli slavi dalmati si stabilirono sul nostro Promontorio e formarono delle nuove colonie, tra cui Peschici e Devia.
In passato, nell'area, molto piu` ampia di quell'odierna, su cui erano sparsi gli insediamenti slavi, nacquero importanti iniziative. Ad esempio, in epoca controriformista, nel 1649-51, il primo Dizionario Latino-Italiano-Croato pervenutoci, che doveva servire ai gesuiti attivi nei balcani, e` opera di Jacopo Micaglia, nativo di Peschici, il quale si definiva slavo di lingua, italiano di nazionalita`. Il nome stesso di Peschici e` di origine slava: significa, infatti, sabbia fine ed il suo dialetto ha conservato vocaboli slavi.
Dalla fine del Quattrocento numerose famiglie illiriche espatriarono sul Promontorio del Gargano, per sfuggire alla dominazione turca. Si Stabilirono, percio` rapporti diplomatici tra Ragusa (Dubrovnik), Pe`schici e Vieste, dove furono istituiti dei Consolati, che mantennero i collegamenti tra le comunita` slave e la loro patria.
In seguito si incrementarono rapporti commerciali tra le due sponde: pesce secco, pelli e articoli di cuoio venivano scambiati con la manna e la pece, ma soprattutto con il legname dei boschi di Mandrione. Questo legname doveva servire per la costruzione di navi: veniva imbarcato da Peschici e da Vieste per la Dalmazia.
II nome Peschici e` citato per la prima volta in un manoscritto del 1053, ritrovato a Devia, la piu` importante delle colonie, situata tra i laghi di Varano e di Lesina, di cui rimane solo una chiesa.
Il dialetto peschiciano ha una particolarita` rispetto a tutti le altre parlate garganiche e meridionali, dalle quali differisce nella pronuncia invariata di due lettere ll. Che la prima lingua parlata a Peschici sia stata la slava e` confermato da indecifrabili documenti battesimali, databili intorno al 1500, presenti nella chiesa Madre. Essi si spiegano col fatto che, nel periodo delle invasioni turche, molte famiglie furono costrette ad emigrare sulle coste garganiche.
Il pirata turco Dragut, il 4 settembre 1680 attacco` Vieste e molto probabilmente anche Peschici, come testimonia Jacopo Mainardi (mandato dall'Abbazia di Tremiti a controllare le proprie terre), secondo il quale del paese rimaneva solo la Torre del Ponte e il Castello. Il paese fu poi ricostruito dai Morlacchi, abitanti dell'entroterra dalmata.
Gli attacchi furono fermati da due caravelle veneziane, che vennero avvistate dalla guarnigione spagnola, che, visti alcuni turchi, affacciatasi alle mura di Vieste lancio` l'allarme a suon di cannonate.
Pechici divento` poi, il fulcro difensivo delle marine, tanto da meritarsi esenzioni fiscali.
Dopo il 1800, con la scolarizzazione obbligatoria, la parlata subi` mutazioni tali da far scomparire l'uso di parole slave. Oggi il peschiciano e` un dialetto italianizzato, poiche`, ad ogni nuova parola del dizionario, aggiunge la sua cadenza, simile all'intonazione di tutta la costa adriatica, con una piccola differenza alla fine della parola: l'ultima vocale non si pronuncia, mentre si allunga la penultima (es. casa-caas).
Del sostrato serbo-croato rimangono solo una quindicina di parole, sconosciute alla nuova generazione e solo parzialmente dalle due precedenti.
| Peschiciano | Italiano | Slavo |
| Anglist-e | Lombrico | Glista |
| Vuscher-e | Lucertola | Guster |
| Scazecavzz-e | Locusta | Skakavac |
| Jubicc-e | Viola (fiore) |
Ljubica |
| Jal-e | Baia | Ral |
| Salambach-e | Ramarro | Zelembak |
| Sess-e | Sorella | Sestra |
| Babborch-e | Spauracchio | Baba |
| Sesarch-e | Pigna secca | Sisarka |
| Smuricech-e | Ginepro | Smrck |
Altre parole slave sono testimoniate dalla toponomastica: Sarbiche, sul versante est dell'abitato, e Cruateche, il nome della spiaggia successiva a quella di Sfinale, indicanti luoghi abitati da serbi e croati.
