La celebrazione della Pasqua a Peschici.


Durante il periodo di Quaresima, in prossimita` della Pasqua, si facevano grandi pulizie in casa. La pulizia veniva intesa come segno purificatorio per prepararsi degnamente alla Resurrezione di Gesu`.
Le Palme. Questa solennita` religiosa veniva preparata qualche giorno prima: tutti i bambini e i ragazzi andavano a raccogliere rami di ulivo, raggruppandoli in fasci, tra i quali le mamme inserivano delle violette.
Nel giorno delle Palme una lunga processione partiva dalla Chiesa Madre e raggiungeva la localita` dell'attuale Rotonda. Qui il prete benediceva le Palme e, simbolicamente, tutti gli alberi.
In questo giorno, durante la Santa Messa veniva letto il Passio, in italiano passione, cioe` il racconto delle ore di Gesu`.
Circa 80 anni fa, nel giorno delle Palme non si poteva mangiare la carne. Successivamente, la Chiesa decreto` che il periodo dell'astinenza riguardava solo il Venerdi della Quaresima.
La Settimana Santa. Durante questa settimana le funzioni religiose iniziavano il Giovedi` Santo. Dopo la messa pazza, cioe` una funzione di poca durata, non annunciata, si portava il Santissimo Sacramento nel Sepolcro e iniziava il raccoglimento in preghiera da parte dei fedeli, che rimanevano in chiesa per la veglia.
La sera, l'arciprete e i confratelli andavano in processione per le vie del paese, a passo veloce, portando una croce con un panno bianco. Al rientro in chiesa, l'arciprete saliva sul pulpito e inizava a spiegare la Passione di Gesu` tra le lacrime di commozione di tutti i presenti.
Alle parole "Maria, ecco tuo figlio!", spuntava dalla sacrestia la statua della Madonna Addolorata, vestita di nero, con le braccia tese, sulle quali il parroco poggiava il Crocifisso. Poi, la statua veniva portata nella Cappella dell' Addolorata.
Il Venerdi` Santo, alle quattro del mattino partiva. la suggestiva processione del Miserere:

Pieta` di me, o Dio, nel tuo amore, nel tuo affetto, cancella il mio peccato, lavami da ogni mia colpa: mi sentiro` il cuore rinnovato. Io riconosco tutti i miei peccati e ti grido la mia debolezza. Contro di te il mio orgoglio si e` levato la mia natura e` spinta verso il male.

La verita` o Dio, in te risiede:
tu insegni le vie della sapienza. Limpida sorgente, mi rinnovi: ritornero` piu` bianco della neve.

Il tuo volto, Signore, ho smarrito: nel tuo amore dimentica le colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro: io seguiro` sentieri di fortezza.

Fammi sentire la gioia del perdono: il mio cuore godra` della tua pace.
Donami la forza dello spirito: ritrovero` la mia giovinezza.

Insegnero` agli erranti le tue vie: chi ha peccato a te ritornera`. Apri, o Signore, le mie labbra, la mia bocca annunci la tua lode.

Tu non gradisci offerte e sacrifici se il mio cuore non segue le tue vie.
Vittima che accetti e` la mia vita: mi sentiro` travolto dal tuo amore.

La sera, dalla Chiesa Madre partiva la processione del Venerdi` Santo, con in testa la statua della Madonna Addolorata, percorreva la via professionale e ritornava in Piazza del Popolo.
Qui arrivavano gli appartenenti alla Confraternita col simulacro del Cristo Morto (u-sibbuliche) e c'era l'incontro tra madre e figlio.
Da un balcone, il prete ricostruiva la Passione e Morte del Cristo ('a-pr'deche). Quindi, la processione usciva dal centro storico e percorreva alcune vie dell'abitato, tornando, infine, in chiesa.
Lungo il suo percorso, davanti alle porte di casa si poneva un candeliere ('u- canneldete), sostituito, in periodi moderni, da una lampadina.
Alla mezzanotte del Sabato Santo venivano slegate le campane e si inneggiava il Gloria, che annunciava la resurrezione e la fme della Quaresima.
I ragazzi suonavano la raganella (tre-n-/), uno strumento di legno che, se fatto girare su se stesso, produceva un singolare suono.
La Domenica di Pasqua veniva celebrata la messa solenne, a cui tutti partecipavano, perche` era l'occasione per scambiarsi gli auguri e far ricevere ai poveri qualche uovo o dei taralli.
Il pranzo era molto elaborato: si gustavano i maccheroni fatti con il ferro e conditi con il ragu`di agnello.
Il Lunedi` dell'Angelo, cioe` il giorno di Pasquetta, si andava in campagna con il carro trainato dai cavalli. Qui ci si riuniva con tutta la famiglia e con gli amici, mangiando gli avanzi del pranzo domenicale e una frittata, nel caso non bastassero.
Per tutto il giorno si rideva e si cantava e, al calar della sera, si tornava a casa, stanchi ma felici.

A cura degli alunni delle classi IV A e IV B delle Elementari di Peschici(a.s. 2004/2005)



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