Le torri del Gargano
Tra, archeologia, storia e leggende arricchiscono il paesaggio naturale.
Fra esse emerge, per la bellezza dei luoghi ed i panorami, quella di Monte Pucci
Il nostro Gargano e` molto ricco di perle storiche, costruite in un paesaggio prevalentemente carsico ricco di grotte, di candide scogliere, che si elevano altissime a strapiombo sul mare, formando un'ottima difesa naturale.
Tuttavia, la loro continuit e` interrotta da numerosi valloni, che dall'interno giungono al mare, profondi e pittoreschi per la ricca vegetazione lussureggiante.
Anche l'uomo ha contribuito a rendere particolare questa terra. Ad esempio, lungo le sue coste, gia prima del '500, numerose torri di avvistamento sono state costruite ed erano collegate ai centri interni.
Dal tardo Medioevo, gia` esistevano le due torri cilindriche di Varano, costruite alla fine del XIII secolo dagli Angioini, a difesa delle due sponde dell'imboccatura orientale del Lago.
In seguito, in tutto il Gargano furono costruite altre torri di rilevante importanza.
Durante il Viceregno di don Pedro Afan de Ribera, su proposta del governatore Carlo Caracciolo, nel 1564, fu stabilita la costruzione di dieci torri lungo le coste della Capitanata, da Manfredonia al Fortore.
I lavori vennero notevolmente accelerati, per cui nell'estate del 1569 erano quasi tutte ultimate. Oltre alle dieci torri iniziate nel 1564, vennero appaltate altre nel '68 a Giovan Maria della Monica della cava, raggiungendo il numero complessivo di ventuno, tutte quadrangolari.
Furono allora erette le torri di Lesina, Monte Mileto, Calarossa, Monte Pucci, Calalunga; quest'ultima nel 1570 venne assalita e smantellata dai Turchi. Pure costruite entro il '69 furono le torri del Ponte della Spiga, Punta di Monte Barone, del Porto o della spiaggia di Mattinata, di Monte Saraceno, della spiaggia di Manfredonia, della Punta della Pietra.
Nel 1748 lungo le coste Daune sorgevano altre venticinque torri.
La perla, conosciuta dai peschiciani e non solo, e` la torre di Monte Pucci. Sulle sue pendici calcaree, tra pini e gli odorosi cespugli di mirto, si intravedono anche numerosi ipogei risalenti all'epoca paleocristiana.

La Torre di Monte Pucci.
Degna di nota e` la cavita` detta cento colonne, al cui interno si trovano numerosi pilastri di calcare.
Secondo un'antica leggenda, una delle cavita` sottostante al Monte venne piu` volte abitata dai monaci dell'800 d.C., per scappare agli invasori. Essi dall'Abbazia di Calena arrivavano, attraverso questo tunnel, allo Jalillo.
Fu constatato poi che il tunnel arrivava dritto alla Torre di Monte Pucci.
Non solo fonte di salvezza, i luoghi vicino alla Torre erano luogo di sepoltura. Caratteristiche sono le tombe ipogee in cui il cadavere veniva deposto insieme a delle lucerne, di cui non e` ancora chiaro il valore simbolico. Si puo` anche avvalorare l'ipotesi che i vari ipogei fossero illuminati dalla luce fioca delle medesime lucerne, collocate negli incavi naturali delle pareti.
Per lungo tempo si era, erroneamente, pensato che queste grotte fossero anch'esse abitate da monaci anacoreti, provenienti dall'Oriente.
Di recente, invece, gli studi hanno evidenziato che parte delle ossa, ivi ritrovate, appartenevano a donne e bambini. Pertanto, si deve supporre che nelle zone presso questa magnifica Torre esistevano insediamenti stabili, successivamente sepolti alle ripetute alluvioni.
La Torre di Monte Pucci fu eretta perche`, scrutando l'orizzonte, si potessero avvistare le flotte degli invasori ottomani. Ma da secoli ormai i Saraceni non sono piu` una minaccia. I nuovi invasori, invece, sono i villeggianti, che per due mesi all'anno si riversano sulle spiagge. Nel loro nome tutto e` concesso, cosi` sono sorti alberghi, residence, pensioni e le spiagge sono state occupate dagli ombrelloni e dalle sedie a sdraio. Ma la natura selvaggia e inaccessibile dell'intero Gargano ha conservato intatti alcuni pezzi della fascia costiera sorvegliata dalla Torre.
Per raggiungere questa meraviglia, bisogna usufruire di un sentiero che corre in direzione del mare, attraversando la campagna che lo divide da Monte Pucci. Il percorso sale rapidissimo lungo il ciglio della falesia, ma lo spettacolo mozzafiato, che si gode da li`, ricompensa tutti gli sforzi fatti.
Di una cosa vorremmo essere sicuri: che la nostra Torre vivesse per sempre!!!
