La Chiesa del Purgatorio

Un edificio sacro da riscoprire e salvaguardare. Al suo interno, fra laltro, un organo unico risalente al 700.

Situata in Piazza del popolo, nel centro storico, di semplice ma accurata struttura, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, da tutti detta del Purgatorio, fu cominciata a costruire prima del '700: infatti la sua esistenza e` gia` attestata dallo storico Pompeo Sarnelli nel 1680.



Sulla porta d'entrata e` ancora ben visibile la seguente scritta:

Hoc opus caritatis factum
in tempo Prefecture Onofrio
anno 1721

che in italiano suona cosi`:

Questa opera di carita` e` stata costruita
al tempo della Prefetture di Onorio
Anno 1721

Alcuni particolari finestre, ad arco molto ribassato, dimostrerebbero un rimaneggiamento barocco.
Forse perche` santificata dalla presenza di un eremita, la Chiesa fu scelta come il posto piu` adatto per un simbolo di rappresentanza cristiana, all'interno delle mura dell'antico paese, dai monaci benedettini dell'Abbazia di Calena, che la utilizzarono come ossario, secondo il modello delle Chiese di Balascio (AQ).
L'antica struttura comprendeva solo l'altare, ai cui lati ci sono due nicchie con le statue di San Francesco e San Sebastiano, e la botola che conduce ai sotterranei, dove venivano posti i defunti fino all'Editto di Saint-Claud del 1804.
La nicchia dell'abside, invece, contiene la statua della Vergine Maria con il Bambin Gesu`.
Sul soffitto vi e` un grande quadro, che rappresenta il Purgatorio, il Paradiso e l'Inferno, con la morte e il suo carro.
Al contrario delle altre chiese, costruite con l'altare rivolto a levante, l'abside del Purgatorio e` orientato verso ponente, forse per l'eccessiva inclinazione del terreno.
Della Chiesa si e` sempre occupata la Confraternita della Morte, una congregazione che organizzava le cerimonie funebri, che ne gestiva l'organizzazione nel mese dedicato ai defunti e che provvedeva alla sepoltura degli estinti.
Diversi sono stati i lavori di ristrutturazione che l'edificio sacro ha subito nel tempo, come dimostrano la volta interna alla Chiesa, che va a coprire il tetto dell'antica costruzione, e l'architrave sul portone d'ingresso, da cui si ricava la data di quando furono commissionati, dal momento che la una scritta latina recita: Hoc opus caritatis factum in tempo Prefecture Onofrio. Anno 1721 (Questa opera di carita` e` stata costruita al tempo della Prefettura di Onorio).
Ci sono due teschi: uno in pietra sull'architrave e un altro in legno sulla porta, simbolo di tutte le chiese del Purgatorio e del culto dei morti.
Non e` purtroppo possibile riconoscere cio` che raffigurano gli affreschi delle pareti, scoperti circa una diecina di anni fa, dopo una mostra di ceramica dei fratelli Biscotti (Frammichele), quando casualmente cadde una parte dell'intonaco, che ha mantenuto quasi intatti i dipinti sulle pareti.
La Sovrintendenza Regionale delle Belle Arti di Bari, pur giudicando pregevoli gli affreschi scoperti, non ha ritenuto opportuno provvedere al restauro, a causa degli alti costi che esso avrebbe comportato, demandandolo al Comune di Peschici.
Caratteristico di questa Chiesa e` l'organo, risalente al '700, dipinto e laccato, che rappresenta un patrimonio unico. Questo ha subito diversi restauri alcuni anni fa, anche se non e` utilizzato da oltre 150 anni, a causa dell'assenza di un musicista che gli dedichi la giusta attenzione. Poche sono le notizie che lo riguardano e diversi anni fa l'organo rischiava di essere portato via da alcuni rigattieri, intenzionati, a venderlo a privati, ma l'intervento dell' Arciprete Don Giuseppe Clemente, dei fratelli Biscotti, nonche` di peschiciani vicini ai Beni Culturali, hanno impedito che tale misfatto avvenisse.
Vista la storia e le testimonianze artistiche che la Chiesa del Purgatorio presenta, sarebbe opportuno che le autorita` civili e religiose si facessero carico finalmente di un accurato restauro sia degli affreschi che dell'organo.
Il campanile a torre termina con una vela ed ha due piccole campane, oltre all'unico orologio del centro storico.

A cura di Giovanni Mastromatteo della V D, di Domenico Ottaviano e Elia De Nittis della ID del Liceo Scientifico di Peschici (a.s. 2004/2005)



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