Come si viveva 60 anni fa.

Fino agli Anni '50, la vita era diversa da oggi.
La giornata cominciava all'alba. Ogni componente della famiglia aveva un ruolo ben preciso: gli adulti uscivano di casa molto presto.
Il loro pasto era un semplice tozzo di pane, che doveva servire per tutta la giornata, molto faticosa, se si pensa che bisognava anche camminare a lungo per raggiungere le campagne, dove si lavorava senza sosta fino al tramonto del sole.
I lavori erano molto pesanti anche per le donne, che andavano a lavorare in campagna ed affidavano i piccoli alle sorelline di qualche anno piu` grandi.
Erano loro che raccoglievano le olive ed il grano - per le provviste di olio e farina -, ma anche cicorie e rape per la cena.
Oltre all'agricoltura, c'era la pesca, che comportava fatica e tristezza, specialmente quando nelle reti non c'era niente.
Le barche erano piccole e misere, per cui bastava una piccola tempesta per farle capovolgere. Per il pescatore perdere la barca era una tragedia, in quanto sarebbe stato difficile poterla ricomprare.
Le misere condizioni di vita spingevano molti peschiciani. ad emigrare soprattutto nelle Americhe, dove tuttavia la vita non era molto semplice, per cui mandavano pochi soldi alle famiglie.
Come era la casa. Le case di prima si sviluppavano su un solo piano, avevano il pavimento di calce battuta e ricevevano luce da piccole finestre e dalla porta a due battenti.
Il letto matrimoniale era molto alto, costituito da due cavalletti di ferro, su cui poggiavano delle tavole, sopra le quali era posto il materasso.
Solo i benestanti potevano permettersi un materasso di lana, che ogni anno in primavera veniva rifatto. Anche la paglia del materasso veniva pulita e rinnovata, aggiungendone di nuova.
Il letto non ospitava solamente i genitori, ma anche numerosi bambini. Inoltre, esso fungeva da ripostiglio, sotto cui venivano nascoste. le provviste.
C'era anche un portabiancheria ed un letto per qualche figlio; un piccolo tavolo, che serviva anche per conservare bene i fichi secchi e le mandorle.
L'angolo cucina comprendeva un piccolo camino, che serviva non solo per scaldare la casa, ma anche per cuocere i legumi nella pignatta.
Un tavolo basso serviva per mangiare e per molti altri usi.
Quindi, nelle antiche case si viveva in pochi metri quadrati in dodici o piu` persone.
Come si faceva il pane. Fare il pane era un vero e proprio rito, che si ripeteva ogni settimana. Si andava alla marina per prendere l'acqua salata. Ci si recava, quindi, dal fornaio, per prenotare.
Poiche` la farina poteva presentare impurita`, perche` era macinata nel mulino locale, l'impasto richiedeva molta fatica. Dopo che era stata impastata, la massa si lasciava lievitare per molte ore e all'alba si portava al forno, dopo la chiamata del fornaio.
La giornata del pane veniva molto attesa dai bambini, che in quell'occasione mangiavano anche la pizza, fatta con un po di pomodoro, oppure con acciughe, cipolla, ricotta o solo con l'olio.
Le pagnotte di pane, una volta a casa, venivano conservate e bastavano per almeno quindici giorni.
Poter fare il pane era un segno di benessere economico!!
I giochi. In un'epoca in cui prevaleva la poverta` e le difficolta` erano molte, c'era poco tempo per giocare, perche` i bambini diventavano subito adulti: le femminucce aiutavano le mamme nelle faccende domestiche o a cullare i numerosi fratellini, mentre i maschi andavano a lavorare per portare qualcosa a casa all'eta` di undici-dodici anni.
I bambini andavano a scuola, ma si fermavano alla 2 ^ Elementare; pochi erano quelli che riuscivano a terminare il ciclo scolastico di base, perche` anche loro, come i piu` grandi, dovevano andare a lavorare.
Coloro che potevano permettersi un po' di tempo libero per giocare erano, quindi, i figli dei grandi proprietari terrieri.
Fin da piccoli i maschietti e le femminucce venivano divisi, come pure i loro giochi.
Teatri dei giochi erano, soprattutto, le strade, le piazzette, le grotte ed i prati.
Non c'erano giocattoli, per cui bisognava inventarseli, ma bastava un semplice oggetto per scatenare la fantasia dei bambini.
Le femminucce, in genere, giocavano a mamma e figli, mentre i maschi si accontentavano di qualsiasi gioco.
Quando si giocava, ci si sentiva felici: strilli, voci e urla non finivano mai, con le vecchiette che si arrabbiavano, perche` non sopportavano il chiasso.
Le storie. I racconti della tradizione peschiciani sono ancora ricordati dai vecchietti.
Molti bambini, prima di andare a letto volevano che il padre raccontasse loro qualche storia. I genitori, pur non avendo tempo per via del lavoro, riuscivano a trovare pochi minuti per raccontare le belle storie peschiciane.
I bambini erano molto felici, perche` ascoltare i racconti era un buon passatempo, ma quando i genitori dovevano andare al lavoro, tutto svaniva ed i bambini ritornavano alle propri e occupazioni in casa o nei campi, fino al tramonto.
