Alfredo Bortoluzzi e la Chiesa Madre.

Visita alle opere del Maestro nel centenario della nascita.

La Chiesa Madre possiede una serie di opere di grande rilievo, donatole da un pittore di origine tedesca, che pero` ha scelto di vivere a Peschici, scegliendolo come luogo privilegiato per la sua ispirazione.
Alfredo Bortoluzzi e` nato il 21/12/1905 a Karlsruhe (Germania) da genitori italiani.


Frequento` la scuola del Bauhaus di Kandinsky. Organizzo` numerose mostre, tra cui una collettiva con i suoi maestri a Berlino, la quale venne chiusa dai nazisti; in seguito si diede al balletto classico e alla coreografia.
Riprese a dipingere dopo la guerra, esponendo nuovi quadri.
Dal 1958 ha vissuto a Peschici, ricevendone la cittadinanza onoraria il 12 agosto 1989.
Visitiamo adesso le opere che sono presenti nella nostra Chiesa principale.

Via Crucis e Trittico della Resurrezione.
Su richiesta del parroco Don Giuseppe Clemente, nel 1985 Bortoluzzi ha cominciato a dipingere la Via Crucis, dopo un iniziale rifiuto, poiche` si sentiva troppo anziano per un'opera simile, che richiedeva parecchio tempo.
Dopo aver accettato, ha completato l'opera intorno al 1987.
La particolarita` di quest'opera e` che le 14 stazioni sono quasi sempre ambientate a Peschici.
La 1^ stazione, col processo al Messia, ha sullo sfondo la Torre del Ponte, sede una volta delle manifestazioni politiche.


La 2^, invece, nella quale Gesu` viene condannato a morte e caricato della croce, e` ambientata proprio davanti alla Chiesa Madre.
Sfondi piu` generici, anche se riconoscibili, hanno la 3^ stazione, con la prima caduta di Gese la 4^, in cui Egli incontra la Madonna.
Le nostre tipiche cupole fanno da sfondo alla 5^ stazione, in cui il Cristo viene aiutato da Simone di Cirene.
L'incontro con la Veronica (6^ stazione) e la seconda caduta di Cristo (7^) presentano dietro ancora generici profili del nostro paese.
Uno stilizzato Arco Zaffarano, antico luogo d'incontri, e` riconoscibile nell'8^ stazione, un cui Gesu` incontra le pie donne.
Dopo la terza caduta (9^ stazione), Gesu` (10^) viene spogliato delle vesti: si nota il corpo deforme dopo l'enorme fatica sopportata per il trasporto della croce.
Nell'11^ stazione Gesu` viene inchiodato sulla croce. Nel dipingerla Bortoluzzi non aveva coraggio per mettere i chiodi nelle mani di Cristo, scoprendo la sua devozione.


Nella stazione successiva (12^), in uno spazio irreale, c'e` la morte di Cristo: la croce appare sfumata.
Torna il tipico profilo di Peschici nella 13^ stazione, che raffigura la deposizione di Cristo. Nel quadro si vedono otto personaggi, tra cui la Madonna, che viene illuminata dalla luce di Dio, mentre i centurioni sono nell'ombra, poiche` non hanno creduto in Gesu`.


La deposizione del Cristo nel sepolcro (14^ stazione) viene raffigurata in una grotta.
La Via Crucis termina idealmente con il Trittico della Resurrezione, che si trova sopra il Tabernacolo: in mezzo c'e` il Cristo risorto, di lato si trovano due tele raffiguranti S. Michele, il Santo del Gargano, e S. Giorgio, il protettore di Vieste; entrambi i santi sconfiggono il demonio, con il trionfo di Dio su Lucifero.



Trittico della Crocifissione
Donato da Bortoluzzi prima della Via Crucis, e` situato vicino alla porta della sacrestia: l'Artista evita di collocare la croce, poiche` non accetta la crocifissione di un Dio.
Dal Figlio di Dio si riflette una luce che illumina Maria di Nazareth e S. Giovanni, ma non i soldati, perche` non hanno creduto nel Messia.

L'Ambone dell'altare
Nell'ambone dell'altare viene raffigurato il Profeta Elia con lo sguardo rivolto al cielo, mentre ascolta la parola di Dio.
Nella rappresentazione il Pittore ha inserito una giara per l'acqua (u cicn), che rappresenta la nostra cultura popolare, ed un corvo, simbolo dell'alleanza di Dio con il Profeta.
L'Ambone e` stato donato alla chiesa nello stesso periodo della Pala dell'altare.

La Pala dell'Altare
Nella Pala dell'Altare viene illustrata l'Ultima Cena, realizzata successivamente alla Via Crucis.
Per trovare ispirazione sul tema da dipingere, insieme al parroco Bortoluzzi ha visitato le Chiese di Puglia. Non avendo trovato nulla, Bortoluzzi e Don Giuseppe hanno ritenuto che, per restare nel tema artistico delle altre opere presenti nella Chiesa, fosse opportuno inserirvi, appunto, l'Ultima Cena, nel momento esatto in cui il Cristo dice di essere stato tradito.
Nella scena, percio` i discepoli si considerano tutti colpevoli, anche se, esplicitamente, in primo piano e` rappresentato Giuda Iscariota, con tanto di sacchetto pieno di monete.

La Vergine del Battistero
Il quadro della Cappella del Battesimo e` quello donato per primo (1987) alla Chiesa Matrice: grazie ad esso e` nata l'amicizia di Bortoluzzi con l'Arciprete.
La sua donazione e` avvenuta in un modo strano: infatti, per incontrare Don Giuseppe, l'Autore ha organizzato una piccola mostra con una decina di quadri, tra i quali quello della Vergine. Con questo piccolo pretesto, ha donato al parroco, venuto a visitare la mostra, l'opera, che raffigura la Vergine col Bambino, che veglia la nostra cittadina.

Il testo e le foto sono a cura di Domenico Ottaviano e Rocco Tanaglione, I D Liceo;
il disegno che ritrae Bortoluzzi e` di Ilaria Forte e Raffaella Gentile, I D Liceo di Peschici (a.s. 2004/2005)




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